Napoletano  ,fondatore  nel   1967,   della  “Nuova   Compagnia Di  Canto  Popolare”  insieme  ad  Eugenio  Bennato     e   Carlo D’Angiò   che,  sotto    la  guida  del   M ° Roberto    De   Simone,

raggiunse una  popolarità pressoché assoluta nel nostro Paese, è ben noto ed apprezzato dal pubblico e dalla critica  per la  sua musicalità e per la qualità timbrica ed espressiva della sua  naturale  vocalità. Artista versatile  e poliedrico. Risulta  impegnato  sia  in  campo musicale che  in  quello teatrale e cinematografico. Con  la NCCP ha  inciso  quindici  LP  ed  ha  svolto  un’intensa  attività concertistica che lo ha portato in tutto il mondo, dall’Opera House di Sidney ai Festivals di Berlino, Caracas, Parigi, Buenos Aires etc.

Nell’ambito teatrale ha ricoperto ruoli primari in prestigiose rappresentazioni, tra cui: La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, La Cantata dei Pastori, Carmina Vivianea, La Cantata di Masaniello, Le 99 Disgrazie di Pulcinella;  è stato altresì protagonista del Pulcinella e dell’Histoire du Soldat di Igor Stravinskij, quest’ultima diretta da Salvatore Accardo per la regia di Roberto De Simone. Ha vinto il premio “Gino Cervi” per il teatro  ed il “Polifemo d’Argento” al Festival Internazionale del Cinema di Taormina per il film “Another Time Another Place”, regia di Mike Radford, di cui è stato protagonista.

GIOVANNI  MAURIELLO

una delle voci storiche del panorama

della musica popolare in Italia

Giovanni Mauriello voce solista in "Libera Me Domini" tratto dal Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini - di Roberto DeSimone-Dal Teatro S.Carlo di Napoli il 28 e 29 aprile 2012

  da parthenope a medina……

Un prestigioso organico strumentale e vocale, che affianca  una sonorità innovativa e originale.

La musica si intreccia alla poesia nel segno della più autentica tradizione popolare;  il repertorio è un viaggio tra tammurriate, canti a distesa, fronne, tarantelle, moresche e villanelle. Un viaggio attraverso la storia e i miti di una terra ricca di suggestioni, di pianto e di gioia, di guerra e miseria, di emozioni e colori che, da sempre, trovano la loro sintesi più immediata nelle voci del popolo, nella musica di vicoli impregnati di verità e fantasia, dove storia e immaginazione si fondono nell’allegoria dei versi. Il percorso parte con Medina, antica porta orientale della città partenopea, in cui è presente l’invocazione al sole del 1200, per poi alternarsi in un repertorio classico napoletano, che se è più vicino a noi conserva ancora gli antichi sentimenti di un popolo; i salti continui nel tempo ci riportano alle lontane moresche e villanelle per poi tornare ancora una volta ai canti appassiunati dei cantori di inizio secolo; proseguendo con la raffigurazione grottesca di un’epica guerra dei pesci che popolano il mare, quelle de “’O Guarracino” all’intreccio vivianesco delle voci da strada dei venditori ambulanti nella “Rumba degli scugnizzi” e di “Tammurriata nera”.

I ricordi delle antiche danze, e, le memorie di voci lontane, raccontano a noi musicisti quello che erano,   

ci parlano con parole che non ascoltiamo per la prima volta, ma che ci sembra di ricordare da sempre:

risentiamo l'antica invocazione al sole, e, ripensiamo alle vecchie villanelle; ma noi non sappiamo solo ascoltare e qualcosa dobbiamo chiedere a queste voci, a queste danze, a questi suoni e lo facciamo nel modo che ci è più congeniale: con la musica, la nostra musica! Abbiamo, quindi, pensato all'incontro delle nostre armonie con quelle voci e quelle danze, così come il mare di questa città danza e canta con la nostra terra: una terra che da sempre non sa rimanere in silenzio, ad ascoltare, ma che fa sentire la sua voce, cioè i suoi lamenti, cioè le sue risa, ancora, i suoi suoni, in un imperturbabile contrappunto di lava e fuoco con cielo e acqua!

E cantiamo la nostra Medina, pensando a Canzona appassionata, oppure suoniamo le nostre villanelle guardando ad altre terre di fuoco, così lontane, e, così vicine; intonando serenate notturne, mentre Pulcinella recita con il suo alter ego giacobino, come se tutto fosse la rievocazione delle voci che si ascoltano nella Rumba degli scugnizzi.
Tutti i brani del nostro concerto sono delle pietre incandescenti; quello che abbiamo cercato di fare è stato accendere le antiche fiamme con nuovi bracieri, tutto nel segno di Parthenope.... 

Tarantella di Ricci - Giovanni Mauriello
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Moresca - Giovanni Mauriello
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Vurria addeventare suricillo - Giovanni Mauriello
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